Associazione Codici Palermo

Logo CODICI PALERMOL’Associazione CODICI – delegazione di Palermo dal 1 giugno si è trasferita in Via Gaetano Daita 15. Si riceve, previo appuntamento telefonico, martedì e venerdì dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 17:00.

Recapiti telefonici: Tel. +39 373 879 4300 – Mail. codicipalermo@gmail.com

Blog. www.codicipalermo.wordpress.com

Sito web. www.codici.org e www.spazioconsumatori.tv

WhatsApp-Image-20160524Lo scorso 11 maggio ‪#‎CodiciCastelvetrano‬ ha partecipato all’incontro su corruzione e mafia, organizzato dagli avvocati penalisti, avvenuto a Marsala presso l’ex Convento del Carmine con la presenza dei pubblici ministeri Antonio Di Matteo e Henry Woodcock. Entrambi i magistrati hanno evidenziato l’unitarietà del rapporto tra mafia, politica e colletti bianchi e la sostanziale impunità della corruzione che spesso arriva a prescrizione. L’avv. Roberto Tricoli ha replicato sostenendo che per la prescrizione c’è un problema che riguarda le indagini. L’associazione Codici, dal canto suo, ritiene che un’attività preventiva di controlli da parte di organi ispettivi sia determinante per la lotta alla corruzione.

DSCF6101Ieri sera Codici Palermo ha partecipato alla Commemorazione della strage del 23 maggio 1992 ove persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo. Dinanzi all’albero Falcone si sono riuniti migliaia di studenti provenienti da varia scuole d’Italia e società civile per ricordare un evento che ha sconvolto l’intero Paese. È stata davvero sorprendente la partecipazione emotiva per rafforzare la volontà di combattere fenomeni criminali che non sono degni di una società civile. Erano presenti associazioni, tra cui Libera e Codici, per farsi portavoce dei propri associati che quotidianamente e con il loro impegno portano avanti problematiche e valori che interessano tutti i cittadini. Anche il presidente del Senato Grasso, il presidente della Regione Sicilia Crocetta, il Sindaco di Palermo Orlando, tantissimi magistrati, persone che hanno vissuto personalmente la tragedia avvenuta 24 anni fa hanno partecipato all’evento “per non dimenticare”.

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La società in cui viviamo, a differenza del passato, produce una mole di rifiuti considerevole, non solo urbani ma anche derivanti da scarti delle attività produttive (lavorazioni industriali, imprese agricole, di servizio ed artigianali, attività sanitarie etc.). Secondo il rapporto ISPRA nel nostro Paese si ha una produzione di rifiuti urbani pari a 29,6 milioni di tonnellate (ciascuna persona in Italia produce circa 500 chili l’anno) di cui un terzo costituiti da imballaggi (carta, legno, plastica, vetro, etc.). La produzione di rifiuti speciali ammonta invece a 135 milioni di tonnellate di cui 10 milioni di rifiuti pericolosi. A questi vanno aggiunti i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche ed i veicoli fuori uso. Qualora questa massa di scarti non viene gestita in modo corretto si arrecano gravissimi danni all’ambiente (acqua, aria, suolo, fauna, flora). La disciplina sui rifiuti è regolata in modo molto dettagliato (forse troppo) da numerose direttive comunitarie e dal Codice dell’ambiente che ancora, malgrado il tempo trascorso dalla loro emanazione, non hanno trovato piena attuazione stante che l’Italia è incorsa in diverse procedure d’infrazione per mancato o non corretto recepimento di norme comunitarie. Nella gerarchia della gestione dei rifiuti vi è in primis la prevenzione (riutilizzo, riciclaggio, recupero) e come ultima ratio lo smaltimento. Le misure di prevenzione consistono nella messa al bando o nella maggiore tassazione di determinati prodotti che possano essere ritenuti nocivi all’ambiente, nella produzione di prodotti riciclabili o tecnicamente duraturi o ecocompatibili o che non diventano rifiuti perché si dissolvono nell’ambiente.

Uno dei modi per attuare il programma di prevenzione è il sistema della raccolta differenziata i cui attori (Ministero dell’ambiente, Regioni, Comuni, ATO, società che provvedono alla raccolta e allo smaltimento, etc.) non sono in grado di perseguire gli scopi previsti dal legislatore.

Invero il soggetto fondamentale per realizzare la cosiddetta “società del riciclaggio “non può essere l’ente controllore bensì il cittadino e coloro che svolgono attività economiche.

Già prima della conferenza sul clima di Parigi e dell’Enciclica “Laudato sì “di Papa Francesco la comunità internazionale si era espressa sul ruolo dell’individuo per curare concretamente l’interesse generale alla conservazione dell’ambiente.

Si riportano brevi brani significativi dei documenti più importanti:

“tutti, cittadini e collettività, imprese ed istituzioni ad ogni livello, assumano le loro responsabilità e si dividano i relativi compiti” (Dichiarazione di Stoccolma del 1972);

“gli essere umani devono acquisire le conoscenze necessarie per mantenere e sviluppare le loro capacità di utilizzare le risorse naturali in modo da assicurare la conservazione della specie e degli ecosistemi “ (Carta Mondiale della natura approvata con risoluzione ONU del 1982);

“ la protezione dell’ambiente è compito di ogni individuo, di tutti i settori della società, di ogni autorità pubblica e agenzia a differenti livelli e di ogni organismo pubblico e privato ivi compresi i media e le organizzazioni non governative; … ogni individuo ha diritto a informazioni e consultazioni sullo stato dell’ambiente e sui piani, le decisioni e le attività che possono influenzare sia l’ambiente che la salute; alla partecipazione ai processi decisionali“ (principio di responsabilità sancito dalla Carta Europea sull’Ambiente e la salute firmata a Francoforte sul Meno l’8/12/1989);

“i problemi ambientali vengono affrontati al meglio con la partecipazione di tutti i cittadini interessati, ciascuno a seconda del proprio livello; ogni individuo dovrà avere idoneo accesso alle informazioni riguardanti l’ambiente in possesso delle autorità pubbliche, comprese le informazioni su materiali e attività pericolose e dovrà avere la possibilità di partecipare ai processi decisionali” (principio 10 della Dichiarazione di Rio sull’Ambiente e lo sviluppo del 1992);

“occorre un approccio strategico per indurre i necessari cambiamenti dei modelli di produzione e di consumo che incidono sullo stato dell’ambiente e sulle tendenze in atto; a tal fine sarà necessario introdurre nuove modalità di interazione con il mercato, dare maggiore potere ai cittadini “ (sesto programma Unione Europea periodo 2001 – 2010).

Da questi principi si evince che la comunità internazionale ha inteso distribuire la responsabilità per la tutela dell’ambiente a tutti, soggetti privati, istituzioni ed associazioni di volontariato, ciascuno secondo le proprie capacità e competenze, e quindi ognuno deve compiere lo sforzo necessario per dare il proprio contributo. Per quanto riguarda il problema dei rifiuti che assilla soprattutto il meridione d’Italia, ritiene chi scrive che la sua risoluzione potrebbe consistere in una seria e costante raccolta differenziata ove il cittadino dovrebbe attivarsi nella ripartizione degli scarti mentre gli enti preposti dovrebbero ritirarli e collocarli in appositi contenitori o spazi per la loro utilizzazione successiva in altri processi produttivi; a loro volta le istituzioni dovrebbero controllare, anche con l’applicazione di sanzioni e con rigore, l’operato di tali soggetti sia perché previsto dalla normativa vigente sia per inculcare, in quei casi in cui è necessario, quel senso civico e rispetto per gli altri che a volte manca. Con il sistema della differenziata, oltre ad eliminare l’enorme problema delle discariche e dell’inquinamento, si può creare un valore aggiunto alla comunità che l’applica, sia in termini di diminuzione della tassa sui rifiuti sia in termini di altri servizi che potrebbe usufruire con il ricavato della vendita degli scarti alle imprese di trasformazione.

Giovanni Crimi – Presidente CODICIAMBIENTE

Operazione  La carica delle 104  , la conferenza in QuesturaUn’altra vittoria di CODICI nella lotta alla corruzione che imperversa con grave danno alla pubblica amministrazione con esborso di somme non dovute ed attribuzioni di diritti inesistenti. Le associazioni CODICI Nazionale e CODICI Sicilia sono state ammesse come parti civili nel processo “La carica delle 104” che si sta celebrando presso il Tribunale di Agrigento. Le indagini hanno fatto emergere che esisteva un’organizzazione, composta anche da medici, per redigere attestazioni mediche non veritiere per fare risultare determinati soggetti beneficiari della legge 104.

Numerosi utenti si sono rivolti a CODICI lamentando che il contatore dell’energia elettrica registra consumi eccessivi rispetto a quelli effettivi e che diversi contatori non rispecchierebbero la normativa CE. L’associazione CODICI ha già presentato diversi reclami agli operatori, segnalando la circostanza anche alla Camera di Commercio di Palermo. Della vicenda sarà anche interessata anche l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI).

Tutti coloro che volessero segnalare tali anomalie possono rivolgersi allo sportello di Palermo ai seguenti recapiti: Tel: +39 091 77 90 024, Fax: +39 178 275 7609, Cell: +39 373 87 94 300 ContatoriEmail: codici.sicilia@codici.org

Il seguente progetto è stato promosso dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI), in collaborazione con le associazioni dei consumatori: CODICI, Lega Consumatori e Assoutenti.
Martedì scorso il nostro responsabile avv. Giovanni Crimi insieme al dott. Gianni Giardi e dott.ssa D’Anna entrambi di Lega Consumatori, e l’avv. Antonino Trapani per Assoutenti hanno tenuto un evento formativo a circa 50 corsisti sul tema dell’erogazione agli utenti, aventi diritto, del bonus energia elettrico e gas, nonché le modalità operative connesse alla sua erogazione. Tra i corsisti erano presenti diversi operatori di CAF, associazioni di volontariato e associazioni a tutela dei consumatori, ai quali è stato rilasciato un manuale di formazione e un attestato di partecipazione.
‪#‎CODICI‬ ‪#‎aTutelaDelConsumatore‬

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